California

route 66-california

 

                                               Principali tappe:

 

Topock (1), Needles (2), Essex (3), Amboy (4), Bagdad (5), Ludlow (6),

Newberry Springs (7), Barstow (8), Victorville (9), San Bernardino (10),

Rialto (11), Rancho Cunamonga (12), Azusa (13), Pasadena (14),

West Hollywood (15), Santa Monica (16)

 

 

VENERDì 03 LUGLIO 2009
Ventesimo giorno di riposo
03 luglio 2009 Needles CA (184 mt. s.l.m.)
Il problema al frigo non viene risolto. Questo cambia la programmazione delle soste. La giornata la passo nel camper a riposarmi in ambiente rinfrescato dal condizionatore. Fuori c’è molto caldo e non vorrei prendere inutili colpi di calore. Le varie tappe verso Barstow, la fine del tratto desertico, le pedalerò durante la sera o in primissima mattinata. Vengo allertato che in quei luoghi si raggiungerà una temperatura di circa 50 °C o oltre. Non consigliabile da affrontare con una bici, specie se a braccia.

 


 

SABATO 04 LUGLIO 2009
Quarantottesimo giorno di marcia
04 luglio 2009 Danby Rd. (455 mt. s.l.m.)
Nel giorno dell’indipendenza americana, la festa nazionale più sentita di tutti gli USA, entriamo nel deserto del Mojave. Sveglia alle 03,00 e partenza all’alba per provare a viaggiare col fresco della prima mattina. Il paesaggio è esattamente come la parola dice, deserto assoluto. Quindi ci sono poche note da citare se non la salita che ci porta a due case denominate Goffs, quota 800 mt (un dislivello di 600 mt nei primi 35 km) e poi una lieve discesa che ci inoltra nel Mojave National Preserve, il deserto. Incredibilmente riesco a percorrere una distanza di quasi 90 km in 5 ore e mezza di impensabile corsa. Strada dritta con il caldo che sfuoca l’orizzonte, cartelli vari di “Loose Gravel” (e si, nel deserto cavalco anche della strada inghiaiata) e verso il finire della tratta, una temperatura che si avvicina ai 45°C. E sono appena passate le 11:00 del mattino. Provata la partenza dell’alba, da domani proveremo quella che pedala di notte. Comunque all’alba ho viaggiato molto bene, pochissima umidità col permissivo fresco del dopo notte che ci accompagna. Poi torniamo a Needles per riposare e cercare del refrigerio. Al rientro nel RV Park, leggo la mail dell’amico Lino che posto in calce:

 

Ciao Norby
quando il gioco si fa duro, sono i duri che giocano ! E questo e’ il momento.
Scusa se ti scrivo in merito a quanto abbiamo discusso ieri sera ma come già avevano capito i Greci 2500 anni fa…”verba volant….sed scripta manent”, le parole volano ma gli scritti rimangono. E poi devi capire la perversa deformazione mentale degli ingegneri (non tutti purtroppo) ma se non ci fossero stati voi sareste ancora a cacciare i Mammouth con la clava. Porta pazienza. Ieri sera mi dicevi che erano previsti 127 Farenheit nel deserto che fanno, conti alla mano, 52,7 C, forse chi non c’e’ stato non si rende conto di che inferno si tratta. Tu hai davanti almeno 120 Ml di quell’inferno, forse a Fernell troverai un Truck Stop ma ti garantisco ridotto ai minimi termini. Benzina e poco di piu’, acqua puo’ darsi ma 110V nemmeno a pensarci.
Ed il tuo generatore che adesso nel solstizio d’estate dovra’ funzionare per tenervi vivi per almeno 20 al giorno si beve 20 galloni (80 litri) al giorno, visto che ne hai 70 nel serbatoi tu hai al massimo una giornata di autonomia. E l’altro truck stop forse e’ a 50-60 Ml due giorni di marcia se non tre. E poi come fate a stare al sole rinchiusi nel camper con 53 gradi per 18 ore ?
Minimo claustrofobia e istinti omicidi ahahahaahahahah
E tutto questo per più di una settimana. Adesso capisci perché i francesi se ne sono andati a Las Vegas e poi in camper sino a Bastow e forse oltre, evitando quest’inferno.
Io sono d’accordo che bisogna attraversarlo, saresti sicuramente il primo a farlo in estate, le carovane dei pionieri viaggiavano più a nord tra Denver e San Francisco oppure ci
provavano in inverno a fare ciò che stai facendo tu.
Qui non e’ questione di soffrire e sacrificarsi, qui si tratta di portare la pelle a Santa Monica o no, la differenza e’ sostanziale.
I paesi che vedi sulla mappa sono Ghost Towns, città fantasma con due otre abitanti ma in inverno, nessuno ci campa d’estate in quei posti, l’unico rifornimento di acqua e carburanti e’ sulla I-40 ma ogni 40-50 Ml cioè ogni due giorni tuoi almeno. Consiedera che dovrai fare questa vita per 150 Ml (anche di più), ti ci vorrà almeno una settimana per superare Barstow.
La strada e’ abbastanza pianeggiante ma ci sono alcuni avvallamenti che possono spaccarti le braccia, la Valle della Morte e’ solo 200 Ml più su, fai i tuoi conti.
In più hai il frigorifero rotto, il massimo per chi deve affrontare il deserto ! Rifornirti di cibo, frutta, verdura e bevande diventa un problema serio senza considerare la benzina.
Roy ad Amboy ti rapina 5 e più dollari al gallone, legge della concorrenza ! C’e’ solo lui nel raggio di 50 Ml e fa i suoi prezzi.
Quindi inutile fare i brillanti e gli spericolati, niente eroi…… questo ostacolo si supera con metodo ed intelligenza, non con la forza bruta o la cieca volontà.
Ieri sera mi sembra che abbiamo insieme trovato una possibile via di uscita.
Gli unici punti su cui fare affidamento sono Needles e Barstow, gli estremi del percorso.
Needles e’ dotato di un campeggio con servizi, Barstow anche, l’unico problema e’ che stanno a 150 Ml di distanza. Considera pure 20-30 Ml al giorno fanno 8 giorni soste comprese almeno.
C’e’ forse un punto di ristoro a Fernell ma e’ un distributore e poco più.
Inoltre mi dicevi che a Needles nel campeggio, attaccato al 110 V con i due condizionatori a tutta birra avevi dentro al camper 95 F che sono 35 C, Eri parzialmente all’ombra e i condizionatori andavano al massimo. neanche a pensarci di passare in pieno deserto almeno 18 ore fermi al sole in attesa del tramonto ! Minimo si rischia la claustrofobia se non crisi di violenza omicida all’interno del camper….. Sto scherzando ma non si può vivere per oltre una settimana in quelle condizioni.
Ieri sera l’idea di fare perno sui due estremi mi e’ sembrata l’unica percorribile, Needles ha un campeggio attrezzato (quello in cui eri) così come Barstow, distributori, negozi ed un minimo di vita per non fare la fine degli eremiti assassini.
Concordo quindi con l’idea di partire sempre da Needles alla sera, dopo il tramonto però, pedalare 4-5 ore con il fresco (si fa per dire) della notte e poi rientrare in camper a Needles nel campeggio.
Il giorno successivo, sempre dopo il tramonto, raggiungere con la I-40 il luogo di arrivo del giorno prima ed andare avanti per rientrare a Needles a notte inoltrata ed attendere il tramonto successivo.
Superata così la metà del deserto (100 Ml) si può fare lo stesso ma su Barstow, passarci il giorno e ritornare nel deserto alla notte per fare un altro pezzo.
Naturalmente le Miglia si moltiplicano ma qualche dollaro in più può valere la vita e poi non riesco a vedere altra soluzione. Se vuoi fare in Handbike questo tratto impossibile in una stagione impossibile devi fare così. Altrimenti ci lasci la salute e la vita.
Oppure lascia perdere e vai a Barstow in camper. Ma non ha senso aver fatto ciò che hai fatto per arrendersi a tre quarti del viaggio. Si può fare e ce la puoi fare, lo devi al tuo coraggio ed a tutte le persone che ci hanno creduto ed hanno faticato per realizzare questa impresa memorabile.
Allora Norby, calma e sangue freddo, fatti una ventina di miglia questa notte e ritorna a Needles, domani fai lo stesso e ritorna indietro, Da un’occhiata a Fernell ma ci conto poco, quindi ritorna indietro al campeggio. E così via sino ad Amboy da dove proseguirai dopo la pedalata per Barstow… e così i giorni successivi.
Non contare su Amboy o Ludlow, non ti possono dare alcun supporto serio. Newsberry Springs e’ solo il minuscolo Bagdad Cafe’, niente altro, 5 abitanti, Quando questi paesi dichiarano 50 abitanti non e’ vero d’estate e poi le fattorie sono sparse in un’area grande come la provincia di Parma, non ci contare. Non c’e’ nulla.
La copertura telefonica Verizon e’ assicurata dai ponti radio della I-40 e ce l’avrai nell’80 % del percorso, non male direi, considerato tutto. Però ogni soccorso tecnico o sanitario ci metterà almeno 3-5 ore ad arrivare quindi….. good luck to you ! Cura il generatore, e’ la tua fonte di vita. Cura la tua salute perché nessuno potrà soccorrerti in tempi brevi.
Dai Norby, ormai sei in California e la meta e’ vicina, tieni sempre il serbatoio pieno di benzina,acqua al massimo, bevande, frutta e verdura (dove la trovi), pedala in piena notte e dormi di giorno, fra una settimana scenderai nella valle Greater L.A. e sarà fatta !
Vai campione !
Lino

 


 

DOMENICA 05 LUGLIO 2009
Quarantanovesimo giorno di marcia
05 luglio 2009 metà Mojave (452 mt. s.l.m.)
Alle 23,30 della domenica siamo on the road. Pronti a solcare la Historic Route 66 nell’oscurità dell’addormentato deserto del Mojave. Sembra più la trama di un film, in realtà è una lunghissima, estenuante, fresca e riuscita pedalata che concludiamo solo alle prime luci dell’alba. Incredibilmente incontriamo molte auto che ci incrociano da ambo le direzioni. Forse anche loro preferiscono attraversare il territorio di notte, ma il silenzio, l’occhio vigile della calda luna e la mancanza di visibilità (no salite o riferimenti lontani) mi rilassano a tal punto da non affaticarmi troppo mente e corpo. Peccato che negli ultimi trenta chilometri cavalchiamo un asfalto in pessime condizioni che ci rallentano ed infastidiscono il fluido scorrere delle ruote. Un così brutto, crepato e sconnesso blacktop, non lo avevo ancora incontrato. Le prime luci dell’alba mi ricordano che sono passate molte ore dalla partenza. Sarà quindi saggia decisione stoppare la tappa e correre a cercare il meritato riposo in un campeggio della meno lontana Barstow.

 


 

LUNEDì 06 LUGLIO 2009
Ventunesimo giorno di riposo
06 luglio 2009 Barstow (733 mt. s.l.m.)
Mens sana in corpore sano. Il fisico sta attingendo energie dall’autoconvinzione di essere oramai alla fine. La mente si sta autoalimentando e violentando che fra poco sarò arrivato. La nottata passata a pedalare mi permette di stare tutto il pomeriggio e la mattina seguente in relax e riposo nel campeggio a Barstow. Domani altro strappetto ed arriverò alla fine del tratto del Mojave, spero…

 


 

MARTEDì 07 LUGLIO 2009
Cinquantesimo giorno di marcia
07 luglio 2009 Newberry Springs (546 mt. s.l.m.)
Nel tardo pomeriggio ci avviamo verso il punto dello stop pedalata. Durante il tramonto il cielo del Mojave si tinge di un rosso che attrae lo sguardo. Sembra dirti che la brace si sta affievolendo e accetta o permette la tua entrata. E’ un sorriso di satana..? Subito dopo, la luna si affaccia dall’orizzonte come un bimbo che vuol sbirciare oltre un bancone dove lo sguardo non vede. Non avevo mai notato una luna nascente così bassa. Arriviamo nel punto specifico, prepariamo nel buio l’attrezzatura e ci avviamo per quella che sarà un’altra tratta notturna. La leggera salita e il forte vento contrario, oramai una costante, rallentano il passo, ma quel che ancora non si sapeva dorme sornione. Superata la ferrovia eccolo pronto ad attenderci. Un asfalto così duro, crepato, ruvido e pieno di buche non pensavo-amo proprio che esistesse. Un tremendo rotolare che sopporto a fatica per una ventina di chilometri, ma oltre proprio non riesco andare. Ogni sconnessione, buca e crepa del suolo sono oramai come un ago nei miei martoriati reni. Molto meglio la strada inghiaiata dove le ruote formano il binario della tua direzione e dove il polveroso grigio terreno ti asseconda rendendo meglio sopportabili le vibrazioni. Anche il settaggio e costruzione della bici non è pensato o adatto per un simile stress meccanico. Non consigliabile continuare, quindi bypasso gli ultimi 10 km (la lunghezza rimanente di detto asfalto) e stoppo la giornata. Quello che a tavolino pensavo fosse un normale trasferimento del già domo deserto, risulta essere un’agonia di quasi 6 ore.

 


 

MERCOLEDì 08 LUGLIO 2009
Ventiduesimo giorno di riposo
08 luglio 2009 Barstow Calico (597 mt. s.l.m.)
Appropriati di una piazzuola del campeggio KOA in Barstow Calico, riposiamo, eseguiamo i soliti lavori di prassi e programmiamo l’ultimo cambio fra Ettore e Luana. Con la tappa di domani sera, spero e penso di salutare anche la tiepida città di Barstow.

 


 

GIOVEDì 09 LUGLIO 2009
Cinquantunesimo giorno di marcia
09 luglio 2009 Lenwood (676 mt. s.l.m.)
Il deserto del Mojave è passato, concluso, domato.
Posso ritenermi soddisfatto di aver superato un così temibile ostacolo in uno dei mesi più ostici. Luglio. E pare che sono uno degli unici ciclisti ad averlo fatto in tale periodo. Anche la città di Barstow la attraverso in un modo non idoneo alla mia disciplina. Senza luci e di notte non vorrei più ripetere l’esperimento un’altra volta. Comunque sono arrivato ad un punto del tracciato dove ho paura di rilassarmi troppo. Devo ancora cavalcare la Route 66 per un’altra settimana almeno, prima di considerarmi arrivato e soddisfatto di essere il primo disabile in handbike ad aver concluso questa indimenticabile ma stressante impresa.

 


 

VENERDì 10 LUGLIO 2009
Ventitreesimo giorno di riposo
10 luglio 2009 Barstow (733 mt. s.l.m.)
Nel giorno del riposo, andiamo a Los Angeles per prendere la neo arrivata Luana e salutare l’amico Ettore che torna in Italia. Grazie ancora Ettore.

 


 

SABATO 11 LUGLIO 2009
Cinquantaduesimo giorno di marcia
11 luglio 2009 Victorville (818 mt. s.l.m.)
Oggi primo giorno di accompagnamento per la Luana. Ottima prova. Alla partenza si ferma un simpatico poliziotto di Barstow, per chiedere quale corsa stiamo facendo. Poi chiedo a lui se le zone che attraverseremo sono di tranquillo transito o come comportarci. Lui ci risponde tutto ok, ma consiglia di evitare di transitare durante la notte. In quei momenti è più facile incontrare teste calde… Poi la pedalata procede come da programma, con salite, vento (oramai una costante) e molto caldo. Arriviamo a Victorville all’imbrunire come preventivato e qui prendiamo posto per dormire.
Nessuna nota in particolare.

 


 

DOMENICA 12 LUGLIO 2009
Cinquantatreesimo giorno di marcia
12 luglio 2009 Fontana (397 mt s.l.m.)
Sveglia alle ore 05,00 am e partenza alle 07,30 destinazione SW. Dal punto della sosta in Victorville, attraversiamo il centro città chiamato anche “Old Town”, caratterizzato da tipici edifici del primo novecento o in stile retrò. Questo mi regala una bella sensazione di ritorno all’epoca con la mente che corre verso fiabesche scene, ma comunque divertenti e rilassanti. Poi subito la realtà. L’odore onnipresente di cucina da fast food e cartelli pubblicitari che t’invitano a muovere del denaro per ogni tipo di servizio o prodotto. Nella zona ovest della città si abbandona la Historic Route 66 che diventa la frequentata I-15. Si oltrepassa il Cajon Pass (1250 mt s.l.m.) per poi affrontare una ripida discesa ed entrare nella I-215. Si esce subito a Devore exit e riprendiamo a pedalare. Da qui a San Bernardino la strada Cajon Blvd. o Historic Route 66 é una scorrevole leggera discesa, dritta e di buon rotolamento affiancata dalla ferrovia che alterna capannoni di varie attività commerciali a banali abitazioni. Entrati in San Bernardino, si gira a destra sulla 5th St. direzione ovest per avvicinarci alla destinazione finale. Da San Bernardino alla conclusione in Santa Monica sarà sempre una città, con semafori, incroci, traffico e panorama di futile interesse. farò in tali condizioni gli ultimi 100 km (circa) e poi STOP.

 


 

LUNEDì 13 LUGLIO 2009
Ventiquattresimo giorno di riposo
13 luglio 2009 S. Bernardino Park (943 mt s.l.m.)
Un pò per caso, ma percorse una ventina di miglia a nord, trovo le indicazioni che mi permettono di conoscere e pernottare nell’RV camp ground della contea del San Bernardino Park. La contea più vasta di tutti gli USA. Fatta una breve sosta nel vicino ristorante e bar del luogo, abbiamo la divertente possibilità di conoscere, scherzare e ridere con folcloristici abitanti del posto. Saputo che siamo provenienti dall’Italia, la calda accoglienza diventa subito sincera ospitalità. Tanto silenzio e riposo in un campeggio veramente verde e rilassante.

 


 

MARTEDì 14 LUGLIO 2009
Cinquantaquattresimo giorno di marcia
14 luglio 2009 Pasadena (259 mt s.l.m.)
Oramai decido che per pedalare si parte alle 07,30 del mattino. A quest’ora c’è meno traffico, sono più energico e l’aria del primo mattino è decisamente più deliziosa. Oggi è anche la penultima volta che dovrò faticare, perchè arrivati a Pasadena rimarranno solo una trentina di miglia per arrivare alla felice conclusione di questa interminabile avventura. Questa distanza la potrò coprire in una mattinata. Infatti sono molto motivato, Santa Monica è dietro l’angolo e la mitica Historic Route 66 la ho percorsa in tutta la sua lunghezza ciclabile con la mia Handbike. Ho domato e fatto un pò mio un mito che alimenta la sua fama in tanti cuori malinconici.

 


 

MERCOLEDì 15 LUGLIO 2009
Venticinquesimo giorno di riposo
15 luglio 2009 Los Angeles (Pomona)
Incredibilmente ed insperatamente, stamani vengo contattato dall’ANSA di Washinton e da altri amici che valorizzano la mia impresa. Poi apro le mail e leggo questa lettera che considero di grande valore affettivo e che penso sia doveroso metterla online:

 

Ciao Norbi,
questo vuole essere un saluto o meglio un arrivederci tra qualche settimana magari davanti ad una buona pizza, tutti insieme per raccontarci questa tua grande avventura.
Anche nel mio piccolo la considero una grande avventura, mi sono in un certo modo messa alla prova.
Quanti dubbi, quante incertezze prima della partenza, intuivo che sulla mia presenza tu non contassi tanto, forse le mie paure erano anche le tue.
Qualche giorno prima della partenza cambiai completamente atteggiamento, era giunto il momento di tirar fuori un pò di carattere e il mio lato “pionieristico” ha avuto la meglio.
L’idea di visitare posti nuovi mi incuriosiva tanto ed allora mi sono detta “ok andiamo, tanto non sono sola” e cosi io e Max siamo partiti. Dopo un viaggio interminabile eccoci arrivati ad Amarillo e cosa troviamo ?
…….. Un fantasma al posto dell’amico Norberto…….ed un camper in condizioni……no comment!!!
Cosi è iniziata la mia avventura, nelle vesti di crocerossina, driver, cuoca a tempo pieno con responsabiltà totale della cambusa, ciclista alle prime armi ecc. ecc.. Poco il tempo per la noia! Una bella scommessa! Tre settimane dopo si è rivelata una gran bella avventura!
Il tempo trascorso insieme  ha permesso ad entrambi di conoscerci meglio e tutto è filato liscio (non era poi cosi difficile domare quel bestione di RV e soddisfare il tuo palato!)
Adesso, qui a casa, ripensando a quei giorni, sono contenta ed orgogliosa di aver fatto parte del tuo team, quindi grazie Norbi per avermi dato questa occasione. Il tuo percorso non è ancora finito, ci sono ancora difficoltà da affrontare ma so che ce la farai( perchè hai la testa dura!).
Spero che alla fine questa tua grande impresa non finisca dimenticata in un cassetto, ci sono tante persone che avrebbero bisogno di un pò di fiducia in se stesse per ridare un senso alla propria vita…e ciò che hai fatto è un esempio da seguire.
Anni fa in occasione di un corso di formazione sul Volontariato lessi questa frase : La più grande disgrazia che possa capitarvi è quella di non essere utili a nessuno. (R. Follereau)
Un abbraccio e a presto Marina

 

Felino, 2 luglio 2009

 


 

GIOVEDì 16 LUGLIO 2009
Cinquantacinquesimo giorno di marcia
16 luglio 2009 Santa Monica (28 mt s.l.m.)
Cosa dire.., sono vittoriosamente arrivato al molo di Santa Monica. Sono riuscito a realizzare quel sogno che solo fino a ieri sera non lo consideravo reale, ma stranamente vero. Poi una svolta, del piacere invade la mia mente. Ora che sono arrivato, ora che sono più rilassato, ora che non mi devo più preoccupare o inventare cosa potrà bloccare quest’avventura, posso finalmente urlare gridi di gioia e sfogo:

 

“HO CONCLUSO UN’IMPRESA UNICA NEL SUO GENERE”

 

P.S. Questa non penso sia falsa modestia.
Un doveroso grazie, va anche rivolto a tutti coloro che hanno creduto in me, mi hanno sopportato, mi hanno assistito e spesso mi hanno ……
Basta parole. Grazie a tutti.!!!

Faccio il volo di rientro in Italia decisamente rilassato e comodo. Orari precisi e clima a doc. Durante il volo esprimo un desiderio:
” Spero che a Milano Linate non venga scaricata la mia sedia a rotelle..! ”
L’amico Giovanni che ci deve venire a prendere, non ha sufficiente spazio nel bagagliaio dell’auto per ospitare tutte le borse, carrozzina e varie. Incredibile ma vero la carrozzina non arriva col mio volo. Comunque è stata dura fare denuncia di bagaglio non ritirato con tono severo e carico di incredula delusione. Nel mio io ero felicissimo. Puntualmente, il giorno seguente, mi viene recapitata a casa la “volatile” sedia a rotelle.
Ora che sono tornato alle mie rilassanti abitudini, sono in felice compagnia del mio amato Brando ed ho a portata di mano tutte le mie solite comodità…,
nulla più mi logora la mente …!!!

 

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