Oklahoma

route 66-oklahoma

 

                                             Principali tappe:

 

Quapaw (5), Commerce (6), Miami (7), Afton (8), Vinita (9), Foyil (10),

Claremore (11), Catoosa (12), Tulsa (13), Bristow (14), Chandler (15), Arcadia (16),

Oklahoma City (17), Bethany (18), El Reno (19), Calumet (20), Bridgeport (21),

Hydro (22), Clinton (23), Elk City (24), Sayre (25), Erick (26), Texola (27)

 

 

MARTEDì 19 MAGGIO 2009
Diciottesimo giorno di marcia
19 maggio 2009
Oggi la partenza è Vinita. Lasciamo il parcheggio del supermarket che ci ha permesso di sostare e ci avviamo al punto dello stop di ieri. La strada di oggi è un’agonizzante HWY che toglie tutta la gioia del paesaggio. Ogni chilometro penso sia l’ultimo da fare in tali condizioni, ma dopo averne percorsi poco più di ottanta, decido di fermarmi in Catoosa. Comunque sono ben oltre al preventivato e mi meraviglio di me stesso, su come son riuscito, e per così tanto, a pedalare in tale stressante strada. Probabilmente avrò passato tanti bei panorami, ma onestamente non ho apprezzato affatto i paesaggi, perchè troppo preoccupato dal traffico. Oggi il fascino della mistica Historic Old Route 66 è di stradifficile interpretazione. Domani riposo rigeneratore e poi altri chilometri con chissà quale impatto emotivo.

 


 

MERCOLEDì 20 MAGGIO 2009
Quinto riposo
20 maggio 2009
Si effettuano i soliti lavori di routine e dopo pranzo mi dedico al riposo articolare e mentale mentre gli amici se ne vanno a fare un giro per la città. Come da responsabile avventura, ne approfitto per fare un resoconto della programmazione passata e vedere di stilare future possibilità. Voglio anche ritagliare del tempo per trovare uno spazio per fare un piccolo esame di come approccierò la nuova sistemazione. Ebbene mi sento tranquillo, soddisfatto e stimolato nel continuare. Ad oggi ho soddisfatto pienamente il percorso percorribile ed il nuovo gruppo di amici mi regala la tranquillità che desideravo. Non avevo più desiderio di pensare a loro possibili fastidi. Premetto che non avrei assolutamente cambiato i precedenti accompagnatori (ognuno coi suoi pregi e difetti), ma con questi mi sento più sereno perchè meno critici o presuntuosamente conoscitori dell’impresa. Ciò non toglie, mi ritengo assolutamente fortunato e soddisfatto della collaborazione ed aiuto di tutti i passati e presenti amici.

 


 

GIOVEDì 21 MAGGIO 2009
Diciannovesimo giorno di marcia
21 maggio 2009
Mi contatta un cameraman di una televisione di Oklahoma City (non saprei dire quale) che mi vuole fare un’intervista con video alla partenza. Ci accordiamo sul punto dell’incontro e mi preparo all’uscita di oggi sotto la loro telecamera. Anche durante l’inizio della tratta ci seguono col loro furgone con aperta la porta laterale per filmarci in vari tratti. Un loro errore nel proseguire per una strada che noi non volevamo fare ci fa perdere il contatto visivo mai più ritrovato. Ci salutiamo per cellulare e proseguiamo sulla nostra direzione. Dopo Tulsa incrociamo un altro giornalista che ci ferma e ci chiede di fare una veloce intervista. Pare che qualcosa smuova l’interesse dei media americani. Non saprei dire cosa sia, ma siamo ben felici che l’impresa prenda visibilità. La giornata è soleggiata e calda, questi fuori programma ci entusiasmano col giusto peso e andiamo avanti con rinato brio. Alan sta imparando velocemente su come comportarsi per l’assistenza in bici e nel vederlo entusiasta ogni qual volta vede un animale, mi carica di buon umore.
Poi se ne esce con l’espressione che non condivido troppo:
– Guarda un bellissimo …, sai che verrebbe proprio buono cotto alla griglia? –
L’euforia della sua età, ha una influenza positiva per la vita di costante presenza e stretto contatto.

 


 

VENERDì 22 MAGGIO 2009
Ventesimo giorno di marcia
22 maggio 2009
Alle 08,00 del mattino accendo il cellulare perchè aspetto la chiamata dall’Italia di radio 105. Puntualissimi, alle 08 come da accordi vengo contattato dalla redazione della radio, che mi rigirano la telefonata ai presentatori. Kris & Kris mi fanno delle domande e così accenno della mia impresa in diretta dall’america. La giornata di ieri, è finita in un tranquillo posticino con un panorama da incanto. Appena fatta colazione, Roberto ed Alan si vanno a sdraiare in un prato vicino ad un recinto di cavalli al pascolo. Il sole è splendido e l’atmosfera creata dai cavalli ed asini intorno a noi non è da meno. Ogni tanto si avvicinano per ricevere una carezza o attenzione per poi allontanarsi al trotto dal loro fugace saluto. La fascia di muscoli dei quadricipiti, il manto lucido color libertà, abbinati all’elegante fluire del crine e della coda, incantano la vista di chi non è solito cullarsi in simili spazi verdi. Comunque lasciamo anche questo luogo con rinnovata carica. Macinati altri chilometri, la 66 si trasforma in una noiosa e trafficata HWY. Solo qualche sprazzo di piacevole vista si alterna ad una lunga strada di scarso interesse o piacere. Per non abusare del mio stato di forma, mi fermo dopo aver percorso poco più di sessanta chilometri. Decido di attraversare i prossimi noiosi tratti, con maggiore tranquillità e riposo. Tengo a precisare, l’encomiabile dedizione alla guida dell’RV di Roberto, che pazientoso e mai infastidito dalle mie richieste, mantiene senza obiettare l’impegno promesso.

 


 

SABATO 23 MAGGIO 2009
Ventunesimo giorno di marcia
23 maggio 2009
Questo fine settimana, specie il lunedì, in america si celebra la festa del Memorial Day. Partiamo dal parcheggio del Wal Mart ed attraversiamo il vicino paese di Chandler dov’è in svolgimento la sagra. Al nostro passaggio le numerose persone che girano per la fiera ci osservano incuriositi o affascinati dal mio particolare mezzo. Poi il nulla. Una continua e stressante HWY che ci obbliga a continui stop per far passare le file di mezzi incolonnati dietro al nostro RV. Oggi abbiamo ricevuto anche il nostro primo sonoro insulto. Un ragazzo alla guida di un ingombrante Pick Up ci incrocia e ci urla malamente dal finestrino:
– Get off the f**king HWY (andatevene da questa fottuta strada) –
Arrivati ad Edmond (veramente bella città) il caldo e dei lavori in corso che bloccano il continuo del percorso, ci fanno desistere dal continuare. Saliti sull’RV andiamo al distributore di benzina per rifornire l’ingordo mezzo. Come per smentire gli appena citati complimenti. qui accade un inconveniente che proprio non desideravo. Nel manovrare il motorhome sbattiamo contro un blocco e sbocciamo decisamente il posteriore. Addio caparra, la prima legnata extra è di mia proprietà…!!! Il morale ci ammutolisce, ma già durante la cena, sotto un torrenziale ennesimo temporale, il saggio equilibrio si ristabilisce.

 


 

DOMENICA 24 MAGGIO 2009
Sesto riposo
Oggi faccio festa pure io.
Niente diario, niente mie solite lagne e niente di niente…
A risentirci a lunedì, penso e spero di oltrepassare Oklahoma City ed avviarmi a Texola (confine del Texas).

 


 

LUNEDì 25 MAGGIO 2009
Ventiduesimo giorno di marcia
25 maggio 2009
Analizzato accuratamente come la 66 attraversa la città di Oklahoma City e come i lavori in corso bloccano i passaggi obbligati, ne concludo che dovrò optare per il più recente tratto della Historic Route 66. Significa percorrere circa 10 miglia di Interstate a bordo dell’RV (dove è impossibile andare con la bici) nell’interno della città. Fatto questo ci fermiamo appena usciti dall’autostrada (periferia città) e parto col pedalare. Ancora l’hwy 66 un pò meno trafficata, ma ben presto iniziamo a fare dei tratti piacevoli. Oggi in America è giorno di festa, Memorial Day, e le strade vivono la giornata senza troppo caos e rumore. Veramente caratteristica ed al quanto irreale è la cittadina di El Reno. Sembra un immaginario confine tra la tecnologica ed ordinata OKC con l’esotico Mexico. Anche la 66 diventa una stradetta lunga, dritta, brulla e male asfaltata che inizia a trasmettere quel suo fascino pionieristico. Si, finalmente un abbozzo di quel che desideravo. Fatta sera ci fermiamo, ceniamo e sotto un abituale scrosciante temporale ce ne andiamo a dormire.

 


 

MARTEDì 26 MAGGIO 2009
Ventitreesimo giorno di marcia
26 maggio 2009
Lasciamo il “truck park” posto all’uscita 108 della I-40 nel primo pomeriggio. Oggi non sono in forma, sono infastidito da un leggero mal di testa e da un’incompleta digestione. La cattiva alimentazione e la fatica dei giorni passati iniziano a farsi sentire. Decido di andare con passo blando, ma il vento contrario abbinato ai continui cambi di pendenza non mi permettono di rilassare le articolazioni. Speravo di percorrere la solita distanza di circa 60-70 km, ma le avverse condizioni climatiche e stradali (almeno non piove) mi bloccano l’entusiasmo stoppando il GPS a Weatherford. Il mal di testa aumenta ed un leggero raffreddore indicano uno stress fisico. Sto abusando del mio corpo. Dovrò rivedere le distanze tra le città da attraversare e riprogrammare le nuove soste .Sono leggermente avanti rispetto l’iniziale tabella di marcia e questo mi alleggerisce la mole di lavoro per i futuri giorni. Comunque oggi ho superato le 1000 miglia di strada pedalata, avanzata e/o cavalcata a suon di braccia.

 


 

MERCOLEDì 27 MAGGIO 2009
Ventiquattresimo giorno di marcia
27 maggio 2009
Durante la notte si alza un freddo e forte vento che abbassa drasticamente la temperatura. Non so se questo è un bene o un male, fatto sta che parto ben coperto in direzione Elk City. In questa città ho programmato la sosta per il giorno di riposo. Parto con vari crampi allo stomaco e penso di non avere ben recuperato le energie spese, ma oggi devo fare quest’ulteriore sforzo per poi riposare domani. La Route 66 odierna alterna tratti di strada poco curata a tratti più confortevoli, ma i paesaggi sono di scarso interesse naturalistico o addirittura monotoni. Arriviamo all’inizio della città di Elk City, dove ci aspetta una famiglia locale per scattarci delle foto. Sono stati avvertiti della mia impresa da un loro amico che gli avrebbe riferito di avermi visto in TV. Essendo stato vari giorni senza il collegamento internet e senza lasciare indicazioni del mio passaggio, rimango stupito di come abbiano potuto incontrarmi in quel punto della strada, a quell’ora ed in quel giorno. Forse sarà la potenza dei canali mediatici USA da me poco coltivati o forse stato un caso, ma qualcuno inizia a sapere e far presente della mia avventura e del mio messaggio di sport a 360 gradi.

 


 

GIOVEDì 28 MAGGIO 2009
Settimo riposo
28 maggio 2009
La giornata si presenta nei migliore dei modi. Cielo sereno, sole limpido, temperatura da relax (circa 25-26°), umidità minima, leggera brezza e l’ozio padrone temporaneo del momento. Tutto a doc per riabilitare l’organismo. Unico neo negativo, metaforicamente parlando, è il tempo che corre implacabile alla data di domani, dove mi aspetta una hwy (spero clemente) che attraversa la città di Elk City. Il campeggio che ci ospita è decisamente ospitale, ricco di prato verde (sempre ben curato) e poco caotico. Sto tornando ad essere l’imperatore indiscusso di me stesso.

 


 

VENERDì 29 MAGGIO 2009
Venticinquesimo giorno di marcia
29 maggio 2009
Partiamo nel primissimo pomeriggio sotto un cielo senza tracce di nuvole, caldo, una leggera brezza a favore ma con una spinta emotiva decisamente “soft”. Attraversiamo la cittadina di Elk City dopo aver fatto una brevissima sosta con foto davanti al “National Route 66 museum”. All’uscita della città, incrociamo due reporter che ci stanno aspettando con le loro telecamere. Mi dicono velocemente qualcosa ma non mi fermo e continuo per la mia strada. Non posso sapere chi mi aspetta e se sono degli amatoriali fotoreporter o altro, fatto sta che non rischio di perdere del tempo con soste “on the road” fuori programma. Stavolta la Route 66 si presenta con un percorso veramente piacevole. Tanta pianura, luce e colori. Solo un asfalto ignobile (una grattugia dalle infinite vibrazioni) mi fa accusare punte di fastidi ai reni. Attraverso altri deserti paesetti continuando senza troppi indugi. Arriviamo al cartello che indica l’inizio del Texas. Qui mi fermo e decido di sostare a cavallo della linea di confine, anzi, posizioniamo l’RV proprio in mezzo alla topografica linea. Questo confine mi regala una sensazione impensata. Il TEXAS, la terra dei western, mandrie e dei fieri abitanti dagli ospitali modi. Il petrolio e la ricchezza spropositata. Fucili, stivali con speroni, cappelli, cowboy e altre fantasticherie alla John Wayne. Comunque dalla posizione in cui siamo, posso ironicamente dire che mangio in Oklahoma ma vado in bagno in Texas (o viceversa).

 

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