New Mexico

route 66-newmexico

 

                                             Principali tappe:

 

Glenrio (1), Tucumcari (2), Santa Rosa (3), Las Vegas (4), Santa Fe (5), Albuquerque (6),

Laguna (7), Cubero (8), Grants (9), Thoreau (10), Gallup (11), Zuni (12)

 

 

GIOVED 04 GIUGNO 2009
Trentesimo giorno di marcia
04 giugno 2009 Tucumcari NM (1248 mt. s.l.m.)
Lasciandoci alle spalle il Texas usciamo dalla I-40 all’uscita 369 del New Mexico. Preparo la handbike e facciamo la foto in partenza di rito. Con modi gentili, ci viene a salutare un addetto a dei lavori con un Caterpillar dal mixato tipico nome americo-mexicano ” Johnny Rodriguez. Lo salutiamo ed inizio il giro di oggi. La strada attraversa desolate ma piacevoli immense pianure, alternate da caratteristici passaggi in mini canyon. Chilometri e chilometri di rilassante percorso in handbike dove l’unico disturbo è il continuo solito asfalto simile ad un manto inghiaiato e cementato. Verso l’arrivo a Tucumcari si alza un impetuoso vento contrario/laterale (penso da nord-ovest) che mi rallenta ed affatica notevolmente. Cambia il cielo diventando scuro e carico di pioggia. Ma gli ultimi 18-20 km li voglio fare. La fortuna bacia gli audaci, infatti arrivo al termine della tratta prefissata, con la clemenza della pioggia.

 


 

VENERDì 05 GIUGNO 2009
Nono riposo
05 giugno 2009 Tucumcari NM (1248 mt. s.l.m.)
Eccoci, ci risiamo. Tutto è programmato ottimamente per il cambio accompagnatori. Appena sveglio di prima mattina leggo un sms di Max che dice:
– Appena puoi chiamami è molto urgente! Non riusciamo a partire da Milano! Max –
Preso dal patema lo chiamo. Mi conferma che non sono partiti e che probabilmente partiranno il giorno dopo ma arriveranno alle 22,30 del sabato. Sono alloggiati in albergo a Mi ed aspettano di essere imbarcati nelle prossime 24 ore. Tutto il programma del cambio salta. Questo problema mi comporta due giorni aggiuntivi di stop e ritorno ad Amarillo Texas (fra andata e ritorno circa 270 miglia) per aspettare in un albergo l’arrivo di Max e Marina. Come già capitato nel passato cambio, i problemi del cambio turno si fanno pesanti al bilancio economico, ma soprattutto al mio morale che accusa decisamente il colpo. In certi momenti di sconforto mi chiedo se sia giusto aver organizzato ciò che sto facendo, poi la determinazione prende posto in cattedra e penso:
– in culo anche le compagnie aeree e gli altri imprevisti. Sono in ballo e devo ballare. se nessun disabile in carrozzina è mai riuscito in quest’impresa un motivo ci sarà… Io devo e voglio assolutamente arrivare a Santa Monica in handbike! –

 


 

SABATO 06 GIUGNO 2009
Decimo riposo
06 giugno 2009 – Amarillo, Texas (1090 mt. s.l.m.)
Di prima mattina torniamo ad Amarillo. Oggi in Italia è San Norberto ed io mi sento un pò allo sbando. Senza un protettore… Rimango nella mia spoglia cameretta d’albergo, aspettando e sperando che i due accompagnatori del cambio turno non vengano ancora bloccati. Roberto ed Alan se ne sono andati per tornare in Italia. La fastidiosa sensazione che altri imprevisti possano ritardare l’arrivo di Max e Marina, m’invade la mente. Rimanere solo senza assistenza e con un margine di autonomia di mezza giornata, non è decisamente piacevole. Una punta di malinconia ha tempo e spazio per intaccare l’instabile determinazione d’oggi. Durante i momenti di convivenza e di fatica “on the road” questa malinconia, sconforto o sensazione d’impotenza, non ha speranze d’invadere una mente energicamente impegnata. Quindi penso alle alternative e attivo la mia vecchia incoscienza alimentata da migliori prospettive. Così facendo ho quasi sempre ricevuto successi insperati. Tengo a precisare la bella sintonia che si è creata con questo secondo gruppo. Passate le prime giornate di assestamento, tutto è filato serenamente e piacevolmente. Grazie Alan e grazie Roby, ma sempre grazie Claudio e grazie Alberto.

 


 

DOMENICA 07 GIUGNO 2009
Riposo forzato
Causa malattia, rimarrò forzatamente in albergo per qualche giorno. Sospendo il diario fino alla ripartenza “on the road”.

 


 

LUNEDì 08 GIUGNO 2009
Riposo forzato
Anche se sono ancora in convalescenza, ne approfittiamo per visitare il “Palo Duro Canyon”. Un pò di relax mentale spero aiuti più velocemente il processo di guarigione.

 


 

MARTEDì 09 GIUGNO 2009
Convalescenza finita
09 giugno 2009 Tucumcari NM (1248 mt. s.l.m.)
Ritorno a Tucumcari per riprendere (il mercoledì 10 giugno) la pedalata sospesa nello stop Texano.

 


 

MERCOLEDì 10 GIUGNO 2009
Trentunesimo giorno di marcia
10 giugno 2009 Newkirk NM (1405 mt. s.l.m.)
La mattina si presenta ventosa, fredda e piovosa. Siccome dovremmo attraversare Tucumcari per poi fare una decina di miglia sulla I-40 W, andiamo direttamente all’uscita indicata dalla guida EZ66 (decisamente indispensabile). Da quel punto prepariamo tutto il necessario per ricominciare l’impresa. Oggi sto molto meglio. Le premurose migliorie alimentari della Marina iniziano a dare benefici importanti. Anche le manipolazioni articolari di Max mi aiutano ad uscire dal torpore muscolare. Riassestato, m’incastro dentro la handbike e sperando nella clemenza meteo inizio la tratta col rinnovato gruppo di amici accompagnatori. Il cielo si apre con azzurro convincente tanto da invitarci sul blacktop. Il vento contrario comunque rimane per quasi tutta la giornata e questa piccola difficoltà, abbinata allo stato di salute non ancora ottimale, non mi permette di percorrere il chilometraggio stabilito. La capitale americana del vento, Albuquerque, ci attende. Domani non sarà difficile recuperare e finire lo stabilito.

 


 

GIOVEDì 11 GIUGNO 2009
Trentaduesimo giorno di marcia
11 giugno 2009 Moriarty NM (1910 mt. s.l.m.)
Parto da Newkirk nel primo pomeriggio ed arrivo a Cuervo con la handbike. Salgo sopra il camper per entrare nella I-40 all’entrata 291 direzione ovest. Percorriamo 95 miglia sulla interstate e usciamo all’uscita 197 in Moriarty. Tutte le tratte eseguite a bordo dell’RV, non mi fanno sentire protagonista di una impresa, ma lì dove non esistono alternative, ho ben poche scelte (vedi foto 4). So che in futuro, capiterà ben altre volte questa evenienza e se anche ciò mi permetterà di riposare lo stressato fisico, non è quello che intendevo fare a priori. In questi casi comunque, non considero l’avventura meno impegnativa o meno impresa. Se la US Route 66 è sotto un’autostrada io devo fare ciò che lo stradario o le storiche cartine dicono. Come cronostoria invece, la giornata di oggi mi ha lasciato ben poche impressioni o note di rilievo da citare.

 


 

VENERDì 12 GIUGNO 2009
Trentatreesimo giorno di marcia
12 giugno 2009 Albuquerque NM (1701 mt. s.l.m.)
Mentre siamo in procinto di partire, ci vengono a salutare due corrieri della UPS. Sono appassionati di ciclismo che incuriositi dal mio particolare mezzo, ci chiedono varie informazioni. Mi dicono che i ciclisti americani, solitamente, fanno quel percorso pedalando dall’ovest verso est. Il vento forte che tira sempre da ovest verso est e altre insidie climatiche, gli hanno abituati a quella direzione. Visto il mio senso di marcia e vista la difficoltà nel trasmettere il movimento con le solo braccia, sono meravigliati ed affascinati dalla mia impresa. Comunque mi tranquillizzano dicendomi che da qui (Moriarty) ad Albuquerque incontrerò tanto vento ma con discese. Salutiamo questi nuovi amici e partiamo tranquillizzati dalle parole. Il vento è sempre contrario, la strada è una HWY abbastanza frequentata a singola corsia e l’accennata discesa non è propriamente riposante come mi aspettavo. Passo anche un piccolo valico, dove il GPS mi indica una quota di 2176 mt s.l.m.. (questo non mi era stato accennato e non me lo aspettavo assolutamente). Superato anche quest’ostacolo, percorriamo gli ultimi venti chilometri con pendenze a favore. Entriamo quindi in Albuquerque e mi fermo nella zona est della città dov’è posto un campeggio della catena KOA.

 


 

SABATO 13 GIUGNO 2009
Quattordicesimo giorno di riposo
13 giugno 2009 Albuquerque NM (1701 mt. s.l.m.)
Oggi relax nel campeggio del KOA. In serata ci passa a prendere Seth Arseneau (un disabile di Albuquerque che mi aveva contattato mesi prima via mail) con la moglie, per portarci a cena. Domani farà il tratto con noi e ci accompagnerà in handbike fino al vicino paese. Ottimo.

 


 

DOMENICA 14 GIUGNO 2009
Trentaquattresimo giorno di marcia
14 giugno 2009 Mesita NM (1767 mt. s.l.m.)
Partiamo dal lato est di Albuquerque in compagnia di Seth e sua moglie. Attraversiamo la città con la strada che scende fino a “downtown”, passiamo il ponte sul fiume Rio Grande (ancora non troppo grande) e superiamo la periferia ovest prima di entrare nella solita Frontage road della I-40 W. La compagnia di Seth è veramente piacevole, è una persona educata, disponibile ed in ogni caratteristico passaggio, cerca pazientemente di spiegarmi e descrivermi la storia o news del posto. Percorsi una quarantina di chilometri arriviamo a Rio Puerco, il luogo dove ho programmato lo stop pedalata. Facciamo delle foto con Seth & co., ci salutiamo con gioia ed entusiasmo e ripartiamo ognuno per la propria opposta direzione. Arriviamo a Mesita, la località dove fermiamo l’RV per il pernottamento. Svolgiamo tutte le procedure di parcheggio, ci prepariamo alla sosta ma dobbiamo ben presto lasciare la piazzuola occupata perchè uno sceriffo del posto (penso di origini indiane) ci chiede gentilmente di andare nella prossima cittadina. Senza volere, ci siamo fermati a fianco il luogo dove si svolgerà una cerimonia religiosa indiana (siamo nella terra dei Laguna Pueblo). Non è terra di turismo, qui non sono ben accettati curiosi o estranei. Lo sceriffo ci spiega che in serata saranno fatte danze (anche quella della pioggia), canti e preghiere nei loro tipici costumi e quindi la nostra presenza disturba la cerimonia ed invade la loro privacy. Ho provato anche a chiedere se era possibile scattare alcune foto da lontano, ma mi è stato vivamente sconsigliato per non dire assolutamente vietato. Infatti, anche un grosso cartello indica in modo inequivocabile i vari divieti e permessi del posto. Un vero peccato, questa “chicca” avrebbe certamente arricchito la mia curiosità del conoscere o sapere sulle antiche usanze e costumi dei popoli meno blasonati.

 


 

LUNEDì 15 GIUGNO 2009
Trentacinquesimo giorno di marcia
15 giugno 2009 Exit 86 I-40 NM (1948 mt. s.l.m.)
Cosa dire? Soffia il solito vento contrario, la strada prosegue in un lento ma inesorabile salire e l’asfalto è fastidiosamente ruvido, di difficile rotolamento. Dalla ripartenza di Mesita all’incrocio dell’uscita 86 sulla I-40 (dove ho deciso di pernottare), impiego poco più di quattro ore. I panorami sono incantevoli, un immenso arido altopiano dalle tante sfumature rosse. In un passaggio sotto l’I-40, visti dei lavori in corso, per non tornare indietro di svariate miglia, faccio anche il mio primo piccolo guado. Non mi accorgo di essere costantemente sui 1900 mt s.l.m., ma mentre pedalo penso spesso al giorno di riposo o pianura o assenza vento. Sinonimo di stanchezza che viene premurosamente e prontamente alleviato dai trattamenti articolari ricevuti dall’esperto Max. L’abbinamento Max e Marina, si sta rivelando estremamente piacevole, confortevole, rilassante e curativo. Grazie.

 


 

MARTEDì 16 GIUGNO 2009
Trentaseiesimo giorno di marcia
16 giugno 2009 Iyanbito NM (2110 mt. s.l.m.)
Il vento sembra invitarmi per la via, la temperatura è ottimale e la partenza è un rettilineo in discesa. Con questi presupposti spero di recuperare quelle poche miglia non percorse ieri. Leggendo la mappa però, noto che nella tappa di oggi dovrei superare il punto più alto della Route 66. Comunque la strada pedalata, sarà interrotta per una decina di chilometri dall’I-40 (da percorrere sull’RV). Spero che quel tratto di interstate sia in concomitanza con la salita. Oggi con me pedalerà Marina. Una leggera ma costante salita torna a rallentarmi il passo, ma l’assistenza della Marina mi aiuta molto. Devo assolutamente ricredermi sull’aver dubitato della presenza femminile nel team. Nella vita di camper, Marina si rivela essere un aiuto essenziale (igiene e cucina) come anche in bici. E’ bello dovermi anche ricredere sul pensare che una donna non possa serenamente adattarsi a varie sollecitazioni. Da lei non ho mai sentito alcun lamento. Per la cronaca di viaggio, arrivo al punto dove dovrò interrompere la pedalata, per poi proseguire sul’RV, proprio nel picco alto della 66. Il luogo si chiama Continental Divide, è solo un emporio di souvenir indiani, una tenda ed un colorato arco dove  il GPS segna un’altitudine di 2224 mt s.l.m. Anche se Flagstaff è indicata ad un’altezza di circa 2000 metri, spero e mi auguro di aver finito col dover scalare strade controvento. Oramai sono una decina di giorni che pedalo fra i 1700 mt ed i 2000 mt. Con piacere mi accorgo che la fatica in altura la sopporto egregiamente.

 


 

MERCOLEDì 17 GIUGNO 2009
Quindicesimo giorno di riposo
17 giugno 2009 Gallup NM (2026 mt. s.l.m.)
Basta fatiche.., oggi vero riposo e relax con vento e pioggia.

 


 

GIOVEDì 18 GIUGNO 2009
Trentasettesimo giorno di marcia
18 giugno 2009 Exit 354 della I-40 Hawthorne Rd. AZ (1887 mt. s.l.m.)
Fantastica tratta con cambio fuso orario. Panorami da incanto dove la scenografia fotografica regna sovrana. Anche la presenza degli amici accompagnatori fa da bella cornice all’insieme. Nella città di Gallup passiamo di fronte al famoso Hotel “El Rancho” dalle semplici, umili e piccole camere. Qui pernottavano, durante le riprese dei filmi, i divi di Hollywood degli anni ’40 e ’50, John Wayne, Humphrey Bogart, Katharine Hepburn ecc.. Passata la città si inizia a pedalare sul solito “Blacktop” poco scorrevole e dalle continue vibrazioni. Il vento è ancora contrario e la fatica fisica mi allerta sulle energie da preservare. Nell’avvicinamento al confine con l’Arizona, settimo e penultimo stato, tutto ciò che mi circonda mi inietta un elisir di fantastiche vedute che alleviano ogni tipo di fastidio. Nella cittadina-ina-ina di Lupton, sul confine Arizona e New Mexico, i caratteristici insediamenti indiani Navajo (Tee Pee ed empori) riempiono di colore i già variopinti canyons scolpiti nelle formazioni d’arenaria rossa. L’unica nota triste è l’avvistamento di alcuni bisonti. Non veri animali in carne ed ossa, ma scialbe sagome di compensato (in dimensione reale) che li simulano al pascolo.

 

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