Kansas

route 66-oklahoma

 

                                             Principali tappe:

 

Joplin (1), Galena (kansas) (2), Riverton (Kansas) (3), Baxter Springs (kansas) (4)

 

 

LUNEDì 18 MAGGIO 2009
Diciassettesimo giorno di marcia
18 maggio 2009
Passiamo la prima nottata coi nuovi accompagnatori accampati in un piazzaletto di ghiaia alle porte di Baxter Springs. Durante la notte, ho notato che due pattuglie della polizia locale (Sheriff) ci hanno controllati tenendosi a debita distanza, mantenendo i tipici lampeggianti accessi e perlustrandoci col loro potente fascio di luce. Dopo una mezz’oretta si sono allontanati senza disturbarci o lasciar traccia. Ottimo, significa che non siamo una minaccia o un disturbo, e che la zona è ben monitorata dalle forze dell’ordine. Al risveglio prendiamo il via e salutiamo il Kansas dopo averlo attraversato per poche decine di miglia. Decisamente forte è la sensazione che ho provato nel passare dentro due cittadine apparentemente moribonde. Chissà come o perchè ci vivono. Riprendendo coi sali e scendi, verso la fine della traccia inizia un veloce (leggero vento a favore) interminabile rettilineo affiancato da infinite verdi praterie con vacche, tori e cavalli al pascolo. Tutte queste tenute o farm, hanno del filo spinato o delle ordinate staccionate verniciate in candido bianco come limiti di confine. L’accuratezza con la quale questi agricoltori o allevatori americani curano le loro proprietà, è un esempio d’infinità e pazientosa laboriosità da far invidia a molte fattorie italiane o europee. Anche tutti i giardini di case, ville o passaggi comunali hanno la stessa maniacale cura da donare un paradisiaco impatto visivo. Gli spazi aperti e giardini non mancano, ma in ogni dove sembra di essere nel bel mezzo di un curato prato all’inglese. Tanti caseggiati o costruzioni edili invece, sono di tutt’altro impatto estetico-visivo. Sembra che gli USA amino le contraddizioni.

 

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