{"id":302,"date":"2016-04-19T14:12:08","date_gmt":"2016-04-19T12:12:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/?page_id=302"},"modified":"2019-02-18T18:14:58","modified_gmt":"2019-02-18T17:14:58","slug":"diario-ottobre","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/avventure\/ritorno-in-africa\/diario-ottobre\/","title":{"rendered":"Diario ottobre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DAR ES SALAAM<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">14 OTTOBRE 2013 (Luned\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo 21 anni, riprendo questo mio diario Africano. L\u2019ospitalit\u00e0 ricevuta alla sede del CEFA, \u00e8 stata di assoluto piacere. Marina e Dario, oltre a Gabriele che star\u00e0 con me fino al rientro in Italia, mi hanno messo a disposizione la loro totale gentilezza e servizio. E\u2019 curioso come sto rivivendo le stesse sensazioni di allora. Stessi modi e serenit\u00e0. Stesse condizioni mentali. Unica grande differenza la tecnologia padrona di questa citt\u00e0 e forse non solo. Questi primi giorni di permanenza alla procura CEFA, mi permettono di prendere confidenza con la nuova condizione ambientale. C\u2019\u00e8 abbastanza caldo e umido.<br \/>\nHo felicemente ripreso a sentire i suoni e le parole della lingua Swaili. E\u2019 stata una sorpresa constatare che nel mio inconscio tante parole ristoravano nella mia mente. Ho ricordato vocaboli che non sapevo neanche di aver usato se non una o due volte.<br \/>\nComunque Dar, non \u00e8 l\u2019Africa che mi entusiasma. Per quello dovr\u00f2 aspettare venerd\u00ec quando viaggeremo per tornare a Matembwe. Li si che le emozioni e sensazioni torneranno ad essere forti. Spero.<br \/>\nDomani mattina, avr\u00f2 i miei primi incontri con persone speciali del posto, quindi riordino le mie cose e vado a letto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DAR ES SALAAM<\/strong><br \/>\n15 OTTOBRE 2013 (Marted\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stamattina son stato svegliato di buon ora (06,30 circa). Non dagli amici del CEFA, ma bens\u00ec dalle urla e dal pianto di una bambina che alloggiava col padre nella camera a fianco la mia.<br \/>\nOra mi chiedo:<br \/>\nCome si pu\u00f2 portare in visita in questi luoghi un bambino ancora in fasce. Ma soprattutto, come fai a non renderti conto che c\u2019\u00e8 altra gente che vorrebbe dormire senza dover ascoltare le urla e pianti isterici di tuo figlio. Mah\u2026<br \/>\nSono in cameretta a riflettere e mi accorgo sol ora, che la mia mente \u00e8 libera. Sono passati solo pochi giorni perch\u00e8 la magia di liberare la testa da pensieri poco costruttivi avvenga ancora. La curativa Africa, madre di tutte le terre, mi ha risortito il benefico effetto di relax. Oggi come allora.<br \/>\nQui al CAFA, alloggia anche una piacente ragazza olandese, con la quale passo un p\u00f2 di tempo a dialogare sotto la tettoia. E\u2019 una sportiva. Un chirurgo ortopedico venuta a Dar per uno stage di qualche mese.<br \/>\nSono le 09,00 di marted\u00ec 15 ottobre e mentre sto scrivendo questi pensieri, mi accorgo che fuori sta diluviando. Incredibile. A Dar sta piovendo in ottobre.<br \/>\nOggi visita in una scuola per disabili a Dar e poi attenderemo che arrivi dall\u2019Italia tutto il resto del gruppo. Giornate dal ritmo blando e prive di particolari note. In serata cena al CEFA con vari rappresentanti di organizzazioni e anche dell\u2019ambasciata italiana a Dar. Domani mattina, avremo l\u2019incontro con l\u2019ambasciatore e conferenza stampa di presentazione del progetto LESS is MORE. Ho anche ricevuto il grande onore, pi\u00f9 che ricevuto mi \u00e8 stato richiesto il permesso, di permettere di lasciar loro usare il mio nome per intitolare il primo centro sportivo per disabili a Dar.<br \/>\nQuindi in Tanzania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DAR ES SALAAM<\/strong><br \/>\n18 OTTOBRE 2013 (Venerd\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle ore 4,38\u2032 si parte<br \/>\nIl viaggio procede a ritmo tranquillo e costante. L\u2019autista del nostro mezzo, \u00e8 di singolare concentrazione. Il convoglio \u00e8 composto da un camion del CEFA che trasporta la mia handbike, le bici e svariati bagagli, un camioncino e due fuoristrada ben attrezzati di Afri Roots. Il gruppo guida di persone del luogo, che saranno con noi per tutto il viaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi in totale saremmo in 17:<br \/>\nIo in handbike, Gabriele (photo), Alessandro e Paolo (video), Marina (responsabile CEFA), Sara, Francesca e John (bici + tandem), Dorizio (altra bici), l\u2019autista camion del CEFA e le 7 persone Afriroots.<br \/>\nRicordo molti passaggi del viaggio. La valle dei Baobab. L\u2019incrocio che innesta la salita per Iringa. L\u2019incrocio prima di Njombe e l\u2019attraversamento del parco nazionale del Mikumi. Che amarezza non aver visto nessun elefante. Pochissimi altri animali. Ricordavo che 21 anni prima ero invaso da gioia e stupore nel non sapere dove girare la vista per poterli osservare tutti. Oggi quasi nessuno.<br \/>\nPrima di entrare nel parco del Mikumi, Marina, la gentilissima e sempre attenta responsabile CEFA a Dar da vari anni, mi dice: &#8220;Norberto, ti ricordi di nulla?&#8221;<br \/>\nE io le rispondo: &#8220;No, cosa dovrei ricordare?<br \/>\n&#8220;E lei: &#8220;Abbiamo appena passato il luogo del tuo incidente\u2026!!!&#8221;<br \/>\nIo: &#8220;Assolutamente il nulla\u2026!!!&#8221;<br \/>\nArrivati a Matembwe, torno nella mia vecchia dimora alla missione che mi ospit\u00f2 21 anni prima. Nulla \u00e8 cambiato. Anche il mobile della sala da pranzo \u00e8 lo stesso.<br \/>\nFantastici bei ricordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MATEMBWE<\/strong><br \/>\n19 OTTOBRE 2013 (Sabato)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo una ristoratrice doccia (l\u2019acqua \u00e8 mancata per tutta la notte con mio grande rammarico e lamentele) e pranzo, oggi come allora, faccio visita al mangimificio e allevamento di pulcini. Rivedo l\u2019amico John Kamonga che mi abbraccia e saluta con l\u2019emozione nel cuore.<br \/>\nQualcuno si ricorda di me e delle mie evoluzioni in moto. All\u2019epoca ero l\u2019unico in moto. Oggi ce ne sono ben di pi\u00f9.<br \/>\nMatembwe \u00e8 cambiata.<br \/>\nAnche se uguale nei luoghi, si \u00e8 civilizzata abbastanza. Moto, qualche auto, un\u2019antenna per le comunicazioni (in moltissimi hanno il cellulare), luce elettrica, un distributore di benzina e internet. In casa non sento pi\u00f9 i topolini che camminavano nel controsoffitto. Anche i geki non sono pi\u00f9 graditi ospiti nelle pareti. Stesso clima, ma qualche zanzara. Nel 1992, non ricordo di averne mai viste ne sentite.<br \/>\nAccidenti, nel passarmi del filo interdentale, mi salta un\u2019otturazione. Paura\u2026!!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NJOMBE<\/strong><br \/>\n20 OTTOBRE 2013 (Domenica)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo da Matembwe intorno alle 08,30. Questa prima tratta su strada sterrata, la vera Africa, \u00e8 una piccola farsa. La mia handbike e la mia postura, non riescono a sopportare che per poche centinaia di metri i sassi, la sabbia e le buche della strada. I tempi morti del carico scarico mia bici, le soste ristoro e recupero gruppo, allungano di molto le previsioni dell\u2019arrivo.<br \/>\nIo sono preoccupato ed ansioso di arrivare in citt\u00e0. Ho l\u2019appuntamento col dentista, chiss\u00e0 cosa mi aspetta, che mi dovrebbe otturare il dente scoperto. Paura.<br \/>\nArriviamo tardi a Njombe e l\u2019appuntamento salta. Fatte le debite procedure d\u2019arrivo, ci dividiamo nelle varie collocazioni e si da appuntamento per il giorno seguente. Io, preoccupato dal dente, mangio poco e penso a cosa mi dovr\u00f2 aspettare dal dottore.<br \/>\nNotte quasi insonne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NJOMBE<\/strong><br \/>\n21 OTTOBRE 2013 (Luned\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mattinata fantastico incontro nella scuola pubblica per sordo muti di Njombe. A fine discorsi, anche la solita tiritera politica dell\u2019aiuto preside, un ragazzo con problemi nel parlare mi dice:<br \/>\nOggi ho capito che anche noi con disabilit\u00e0, possiamo avere delle opportunit\u00e0 di vita migliore.<br \/>\nSi, il significato di questo suo messaggio mi ha sia commosso che esaltato perch\u00e8 ha centrato il significato di questa nostra attraversata. Mi congedo presto da questa scuola, perch\u00e8 alle 14,30 ho appuntamento dal dentista. L\u2019amico John Kamonga da Matembwe, garantisce sulla professionalit\u00e0 del dottorone. Io mi fido.<br \/>\nLo studio \u00e8 dentro il mercato della citt\u00e0. Stesso stile delle faticenti \u201cboutique\u201d del bazar di stile africano. Ovviamente l\u2019entrata \u00e8 contornata di terra rossa e polvere con ovvi ostacoli alla mia carrozzina. Entrato nella stanza, l\u2019odore \u00e8 quello tipico dei nostri ambulatori. La poltrona dove mi viene chiesto di posizionarmi, potrebbe cedere da un momento all\u2019altro. Il mio peso \u00e8 per loro insolito. Poi si avvicina il dentista e col sorriso inizia ad armeggiare nel banco strumenti e mia bocca. Lo sento lavorare con destrezza e professionalit\u00e0. Solo una sua frase mi preoccupa un p\u00f2, abilmente tradotta da Marina che divertita scatta delle foto:<br \/>\n\u2013 Se senti del male, dovr\u00f2 farti l\u2019anestesia \u2013<br \/>\nDopo quelle parole, il mio corpo si anestetizza da solo. Dopo l\u2019abile lavoro di trapanazione, pulizia e otturazione, anche eseguiti con le solo dita, problema dente risolto egregiamente.<br \/>\nGrazie John della dritta.<br \/>\nLa casa che mi ospita, ha un\u2019atmosfera di tranquillit\u00e0. Marco e Antonella, mi offrono un\u2019ospitalit\u00e0 esemplare. Con piacere, vengo a sapere da Marco che a Ikondo, dove 21 anni prima avevamo inziato dei lavori per il CEFA, il progetto e la centrale idroelettrica, procedono molto bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MAKAMBAKO<\/strong><br \/>\n22 OTTOBRE 2013 (Marted\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo da Njombe di prima mattina. Alle 07,38 stiamo gi\u00e0 pedalando in direzione est. Il gruppo si muove in giusta armonia e la mia preoccupazione sulla sicurezza di noi ciclisti, viene subito messa a tacere dalla buona disciplina del convoglio. Nessun pericolo. Dopo vari sali e scendi, pi\u00f9 gi\u00f9 che s\u00f9, arriviamo in anticipo a Makambako.<br \/>\nAd aspettarci ci sono Stefano (volontario italiano del vicino centro per disabili), il sindaco (donna) e vari altri personaggi locali di rilievo. Fatta una prima presentazione, ci portano in un centro, dove ci aspetta una cerimonia con canti e balli. E\u2019 il primo centro di accoglienza per disabili, che ho l\u2019onore di inaugurare. Apro la tendina della targa e vedo, con enorme emozione, che questa casa di accoglienza \u00e8 intitolata a mio nome. Non riesco a trattenere le lacrime e con la scusa di dover andare in bagno, mi rimetto in sesto. Nel vedere i loro bagni per disabili, mi chiedo come potrebbe fare un loro disabile. A fatica mi ricompongo e penso\u2026<br \/>\nPoi andiamo a Inuka, alla casa dove alloggeremo. Ottima sistemazione e quindi ne approfitto per lavarmi e fare analisi. Come ultimamente spesso mi accade, non riesco ad avere un buon dialogo con chi mi circonda.<br \/>\nLa sera si fa il piano del percorso e ci si siede a tavola per la cena. Siamo in tanti, anche altri invitati italiani del posto, pi\u00f9 G. Beccari che accompagna la donatrice finanziaria principale del progetto col suo commercialista. Siamo una ventina di persone che allegramente ceniamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NYOLOLO<\/strong><br \/>\n23 OTTOBRE 2013 (Mercoled\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giornata si svolge in modo anomalo. Il gruppo decide di partire di prima mattina per pedalare con meno caldo. Io devo bagno e quindi non posso far parte della comitiva. Li raggiunger\u00f2 in auto a destinazione, dove ci aspetta un&#8217;altra inaugurazione. Questa sfalsamento del gruppo non fa parte dei principi del viaggio. Poi arriviamo a destinazione e montiamo la prima vera farsa. Poche centinaia di metri prima dell&#8217;arrivo, Inizio a pedalare col gruppo come se nulla fosse e cio\u00e8, come se fosse da Makambako che si fatica. Si fa festa col personale, autorit\u00e0 e bimbi del centro e poi si visita il piccolo ospedale gestito da pochi medici italiani. Preso possesso del mio alloggio, siamo i primissimi ospiti della nuova casa, faccio una sommaria ispezione della camera e bagno. Vengo invaso da uno sconforto totale. Il letto corto, non mi permette di dormire, la luce elettrica non arriva alla casa ed il bagno, che a loro detta sarebbe specifico per persone disabili, penso sia scomodo anche per una persona senza problemi. Posso affermare che, anzich\u00e9 essere un bagno per disabili, \u00e8 pi\u00f9 un bagno per diventare disabili. Ho quindi la prima occasione di usare la specifica poltrona comoda portata dall&#8217;Italia e tutto si risolve con tanta fortuna e molto adattamento. Anche questa \u00e8 avventura Africana. Vorrei far presente, che le opere in questione, sono state progettate da un ingegnere italiano.<br \/>\nEvviva la fuga di cervelli.<br \/>\nI soldi per la struttura da noi inaugurata, \u00e8 stata una donazione della diocesi di Caltagirone (CT), anche loro presenti con numerose persone pi\u00f9 vescovo, padre Calogero, dall&#8217;Italia. Una donna di loro, si mostra felicissima di conoscermi perch\u00e9 mi aveva visto su TV2000 tempo prima in Italia. Anche il vescovo mi dimostra tanta ammirazione e gentilezza. Ovviamente, tipica ospitalit\u00e0 siciliana, sono invitato come ospite nella loro fantastica Sicilia.<br \/>\nAbbracci, foto, dolcetti e saluti e ci si congeda tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>KISOLANZA<\/strong><br \/>\n24 OTTOBRE 2013 (Gioved\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta il gruppo si divide.<br \/>\nPer gli impegni futuri, io mi devo gestire sul quando andare in bagno, per non far coincidere quei giorni con le inaugurazioni mattutine. A parte i primissimi km di strada sterrata che ovviamente non posso fare, non gradisco troppo che gli altri vogliono pedalare comunque di mattina. Gli accordi con l\u2019ONG erano ben chiari dalla partenza. I giorni che vado in bagno non si pedala la mattina ma si aspetta la mia disponibilit\u00e0. Gli altri si devono adattare alle mie esigenze e non viceversa. Ieri e oggi non \u00e8 stato cos\u00ec.<br \/>\nPedalare senza la mia presenza non fa bene al messaggio che si vuol dare e per la motivazioni di questo progetto.<br \/>\nCon la mente mi vorrei isolare un po&#8217; dal gruppo, ma continuo a pedalare, faticare e dopo essermi riagganciato a tutti nel punto previsto, cerco di auto convincermi che va bene anche cos\u00ec.<br \/>\nArriviamo di buona lena al cottage del previsto stop. Io vengo assegnato ad una baita di esemplare bellezza, anche se non in stile africano. Faccio subito una ristoratrice doccia e mi riunisco al gruppo per la cena. I ragazzi dell\u2019organizzazione Afri Roots, sono fantastici, anche nel mezzo del bosco, ci fanno trovare una lunga tavolata egregiamente imbandita, con posate, piatti, bicchieri vino pi\u00f9 bicchiere acqua e bevande fresche. Ci servono la cena con professionalit\u00e0 e dopo discorsi, scherzi e risate, si torna ai rispettivi letti. Loro in tenda, io nel lussuoso (per la posizione) cottage.<br \/>\nLe comodit\u00e0 mi aiutano a riprendere positivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IRINGA<\/strong><br \/>\n25 OTTOBRE 2013 (Venerd\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di prima mattina ci lasciamo il cottage alle spalle. Attraversiamo paesaggi e villaggi di interessante bellezza ma di ciclica routine. Arriviamo puntuali alla scuola di Tamangozi, dove ci aspettano due lunghe file di scolari cantanti, festosi e danzanti oltre ai loro insegnanti, preside e la Bruna (gi\u00e0 conosciuta a Dar). Facciamo foto, riprese video, i soliti discorsi di rito e dopo un&#8217;oretta riprendiamo a pedalare in direzione di Iringa. Circa due km prima di entrare in citt\u00e0, ci aspetta una lunga e ripida salita. Alla base della salita, ci aspettano un gruppo di mamme e ragazzi che cantano, ovviamente danzando, in onore del nostro passaggio. Ben presto la loro presenza \u00e8 di grande aiuto per superare la ripida salita che ci porter\u00e0 in citt\u00e0. Alla fine di questa irta salita c&#8217;\u00e8 ancora la Bruna con un piccolo corteo di persone che mostrano un cartello con scritto:<br \/>\n&#8211; KARIBU\u2019 NORBERTO, BENVENUTO NORBERTO &#8211;<br \/>\nIo sono molto felice, ma ho anche la faccia in fiamme a causa del sole che investe la mia pelle sprovvista di crema di protezione. Grave errore.<br \/>\nFacciamo un ultimo giro di rappresentanza nel centro del mercato in citt\u00e0 e poi andiamo a casa di Bruna e suo marito Lucio per riordinarci. Io sono molto provato e durante la doccia, spacco la sedia di plastica del bagno cadendo a terra. In casa non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno, Gli altri, quelli del mio team che dovrebbero assistermi sempre, sono gi\u00e0 andati tutti in citt\u00e0 lasciandomi solo, senza dirmi nulla. Urlo aiuto e la Bruna, fortunatamente nella rimanenze, mi manda un uomo ad aiutarmi.<br \/>\nQuesto accaduto accresce il mio nervosismo \u00e8 cos\u00ec, appena tornati, insulto tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IRINGA<\/strong><br \/>\n26 OTTOBRE 2013 (Sabato)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una giornata di relax. Prendo coscienza della mia recente reazione e chiedo scusa a tutto il team. Non so se servir\u00e0, sento aria di fastidio nei miei confronti, ma comunque mi sento in obbligo di farlo, soprattutto per me e per il progetto.<br \/>\nA pranzo Facciamo visita in un ristorante gestito da americani che nel loro business fanno lavorare solo persone con disabilit\u00e0. Sono sordo muti, piedi torti o deficitaria deambulazione. Torno a casa con lo stato emotivo rigenerato.<br \/>\nSi cena in armonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IRINGA<\/strong><br \/>\n27 OTTOBRE 2013 (Domenica)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stamani mi tocca andare a messa. Un padre della Consolata, padre Franco, ci invita a presenziare alla sua messa cantata, poi a testimoniare la nostra missione, conoscere i suoi ragazzi e pranzare tutti insieme. Padre Franco \u00e8 un simpatico padre, missionario in Africa da 35 anni e si occupa di raccogliere bambini problematici provenienti dalle infine carceri minorili tanzaniane. Offre loro alloggio, cibo, istruzione e forse un futuro. Nel dialogare con questi piccoli bambini ex detenuti, ci si conosce e si canta. Tutti loro conoscono l\u2019inno Tanzaniano. Poi chiedo al padre, conoscendo i metodi d\u2019insegnamento africano, se anche loro vengono picchiati dai maestri. Mi risponde che lui usa insegnanti locali e ridendo chiede ai ragazzi:<br \/>\n\u201cAlzi la mano chi non \u00e8 mai stato bastonato a scuola.\u201d<br \/>\nTutti i bimbi abbassano la testa ma nessuno alza la mano.<br \/>\nDopo pranzo mi recitano delle simpatiche scenette, ma sempre di furti e stregonerie. Loro sono cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IRINGA<\/strong><br \/>\n28 OTTOBRE 2013 (Lened\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di pranzo facciamo un incontro coi bambini e le mamme del Nyumba Ali. Centro di riabilitazione per disabili creata e gestita a casa di Bruna e Lucio. Al pomeriggio visita in un altro centro per bimbi disabili, il Sam Bam Ba, anche questo gestito da una Ong italiana e nel secondo pomeriggio, piccolo giretto di rappresentanza per il centro di Iringa insieme a ciclisti del posto che hanno le loro handbike molto artigianali. Vedere me che sono un uomo bianco disabile, desta loro molta curiosit\u00e0 ed interesse (negli africani c\u2019\u00e8 la credenza che l\u2019uomo bianco non ha persone disabili perch\u00e9 coi soldi puoi comprare tutte le buone medicine).<br \/>\nOvunque mi fermo sono accerchiato da curiosi che mi guardano con sospetto, timore e voglia di sapere. Altri osservano incuriositi quella strana bicicletta che \u00e8 la mia handbike ma soprattutto il tandem di John. Un po&#8217; per iniziative di volontariato, un po&#8217; anche grazie al nostro messaggio, penso che nel loro ragionare qualcosa inizi a cambiare.<br \/>\nStiamo smuovendo i loro sentimenti e dopo averci conosciuto, penso che hanno meno paure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ILULA<\/strong><br \/>\n29 OTTOBRE 2013 (Marted\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decidiamo di partire intorno alle 8:30. Ad aspettarci in fondo alla discesa da Iringa, ci sono quelli della TV tanzaniana ITV. Sono giorni che seguono la nostra missione mandando continui aggiornamenti al telegiornale di stato. Sembra che la nostra avventura sia veramente di interesse.<br \/>\nArriviamo al centro per disabili e orfanotrofio nell\u2019interno della cittadina di Ilula, fondato dal siciliano padre Filippo. Soliti canti, balli e discorsi di rito, poi mi congedo dal gruppo in visita ai vari reparti perch\u00e9 devo assolutamente lavarmi e recuperare le energie. Gli instancabili accompagnatori di Afri Roots, in poche decine di minuti montano un completo in tende per la notte. A me viene assegnata una grossa tenda dove montano un letto matrimoniale. A fianco il loro camioncino, mi montano un separ\u00e8 con grande tanica d&#8217;acqua e pompa ad immersione alimentata dalla batteria del camion. Un grosso quarzo di pietra per appoggiare gli oggetti e la nostra poltrona comoda per sedermi. Tutto sembra essere posizionato perfettamente e funzionale, ma quando metto in pratica l&#8217;utilizzo dell&#8217;ingegnoso progetto, mi rendo conto che non posso usufruire degli accorgimenti come pensavamo. Dovr\u00f2 cambiare alcune programmazioni del viaggio perch\u00e9 la sistemazione in tenda, non \u00e8 funzionale se non per una sola notte. Oggi la mia disabilit\u00e0 mi indispone molto. Tutti gli altri membri del gruppo, sono invece entusiasti della splendida location. Il panorama ed il clima del luogo sono da incanto. Peccato che le mie indisposizioni, nessuno di loro ha la bench\u00e9 minima colpa, non promettono alla mia testa di godere appieno di queste irripetibili emozioni.<br \/>\nE passo un\u2019oretta down a riflettere.<br \/>\nPoi si cena, si programma il giorno dopo ed elencate da Tende (altra guida Afri Roots) e Mejha le allarmanti precauzioni del campeggio in africa, si va a dormire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BAOBAB VALLEY<\/strong><br \/>\n30 OTTOBRE 2013 (Mercoled\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di prima mattina arriviamo alla strada asfaltata ed io salgo sulla handbike. La notte \u00e8 trascorsa benissimo, il team \u00e8 su di giri. Subito prima della mia biciclettata, Mejha (guida Afri Roots) fora la bici e al Tandem di John e Francesca cade la catena. Il superstiziosissimo Alessandro, il regista che far\u00e0 il docufilm del viaggio, afferma:<br \/>\n\u201coggi la giornata parte male. vedremo.\u201d<br \/>\nNel loro mondo di artisti creativi, sembra che le superstizioni regnino sovrane.<br \/>\nGi\u00e0 siamo avvertiti dalla nostre guide, che nella valle dei baobab incontreremo il primo vero caldo. La mia pedalata procede bene, ma fra il caldo, il forte vento ed i continui saliscendi, ascolto il mio corpo e stoppo la mia fatica a pochi km dal campeggio di arrivo. Il Coccodrille Camp gestito da un tedesco. Comunque oggi pedalo per 63 km. La giornata si conclude senza altri intoppi, alla faccia delle superstizioni da artisti.<br \/>\nIl mio bungalow, \u00e8 assai spartano ma efficiente. Gli altri in tenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<hr width=\"100%\" size=\"1\" align=\"center\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BAOBAB VALLEY<\/strong><br \/>\n31 OTTOBRE 2013 (Gioved\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi relax nel campeggio. La nottata \u00e8 stata rumorosa ma con clima sopportabilissimo. verso le 6:00 del mattino, vengo svegliato da un gruppetto di babbuini che giocano chiassosi fuori dalla mia veranda. Non sapendo, ho lasciato sul tavolo fuori delle bottiglie di vetro, che le scimmie hanno ben pensato di lanciarsi e quindi rompere contro il muro. Poi realizzata la realt\u00e0, mi sono chiuso in bagno per paura che loro entrassero dalla grande apertura del basso tetto. Ed io che nella dormiveglia ho sognato pensando che fossero i ragazzi del gruppo.<br \/>\nNel pomeriggio Alessandro ci impegna con le sue interviste video.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/avventure\/ritorno-in-africa\/diario-novembre\/\" rel=\"noopener\">VAI AL DIARIO DI NOVEMBRE<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DAR ES SALAAM 14 OTTOBRE 2013 (Luned\u00ec) Dopo 21 anni, riprendo questo mio diario Africano. L\u2019ospitalit\u00e0 ricevuta alla sede del CEFA, \u00e8 stata di assoluto piacere. Marina e Dario, oltre a Gabriele che star\u00e0 con me fino al rientro in Italia, mi hanno messo a disposizione la loro totale gentilezza <\/p>\n<p><a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/avventure\/ritorno-in-africa\/diario-ottobre\/\">Read More<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":71,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-302","page","type-page","status-publish","hentry"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=302"}],"version-history":[{"count":22,"href":"https:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/302\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1637,"href":"https:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/302\/revisions\/1637"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/71"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.norbertodeangelis.com\/Ita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}