Paragrafo
decimo
Matembwe
Sono due giorni che sono a casa da
solo. Claudio è dovuto andare a Dar Es Salaam
per prendere quelle persone che arrivano dall’Italia. La
settimana è passata fluida, abbiamo anche dormito una notte a
Ikondo. Che strana esperienza. E’ stata la prima volta che ho
dovuto dormire in compagnia di alcuni topolini in una baracca-magazzino senza
acqua e luce e mangiando con le mani quel poco che abbiamo trovato. Comunque
sono riuscito a darmi una superficiale risciacquata giù al fiume dal fondo
melmoso. Forse è stata anche la prima volta che ho avuto una pennellata d’idea
di come questa gente e abituata a vivere. C’è però da aggiungere che loro
dormono nella terra battuta della capanna anche semi nudi compreso quando piove (garantisco che qui la notte fa fresco,
come da noi in aprile). Non so se invidiare il loro incredibile adattamento o la
mia amata civiltà. Fatto stà che una persona qualsiasi del mio mondo
“civilizzato”, in condizioni del genere, cadrebbero in isterismi dopo pochi
momenti di questi disagi.
Tornati a casa, ho avuto occasione (dopo non so
quanti giorni) di guardare un film con il videoregistratore del parroco qui di
Matembwe (padre Remo, un italiano) dal titolo
“Gesù di Nazareth”. Ragazzi, quanto me lo sono gustato !!! Non
che la televisione mi manchi, ma quando ho occasione di poterla vedere la
sfrutto.
Oggi, ho fatto visita al mio amico maestro norvegese a
Lupembe , per la festa di fine anno scolastico. Arrivato con la
moto, che al solito ha destato insieme alla mia presenza grande stupore per i
bambini della scuola. Sono stato invitato a sedermi in un’aula ed a mangiare
(all’africana) con insegnanti ed autorità locali. E’ imbarazzante notare quale
silenzio vige durante il pranzo, forse perché, date le loro abitudini, erano
tutti presi nell’assaporare un cibo così ricco.
Ora sono in relax e
meditazione dentro questa casa privo di compagnia. E’ strano notare quanto la
solitudine mi porti all’ozio. Ogni tanto passano i cani della missione, estremamente cattivi, ma con me
apparentemente docili, mi sono accattivato la completa simpatia di uno di loro,
Pluto. Noto che la mia casa è anche il rifugio di alcuni
topolini. Quindi ora che ha ripreso a piovere saluto tutti e buonanotte.
In
Swaili, la lingua locale, Usikumwema ! ! !
Vai al paragrafo seguente >>