Ritorno in Africa

A distanza di anni e più precisamente nel mese di ottobre 2013, quindi nella mia “nuova” condizione fisico mentale, sono pronto a tornare in Africa.

Attraverserò la Tanzania, da ovest a est, con partenza da Matembwe, il villaggio dove avevo vissuto una ventina d’anni prima, e arrivo nella capitale Dar Es Salaam e lo farò sulla mia fidata Handbike (la stessa della US Route 66) percorrendo 750 Km circa.

Rivedrò le selvaggie terre dei Masai, la valle dei Baobab e quegli incantevoli parchi nazionali tanzanesi. Passerò gli stessi posti, strade e villaggi che fui costretto ad abbandonare, compreso quel preciso punto dove ebbi l’incidente.

Durante questa avventura avrò modo di parlare con tantissime persone raccontando le mie esperienze e, soprattutto, riuscire a portare un po’ di speranza a tutti coloro che devono quotidianamente convivere con le problematiche degli handicap, ma in una realtà ancora più difficile e ostica.

In questo viaggio, spero che porterò un messaggio d’aiuto e di speranza alle fasce più svantaggiate dell’Africa Sub – sahariana, ovvero le persone con disabilità fisica e mentale.

I  poveri dei poveri, i reietti della società africana.

Nel tragitto, mi fermerò in varie località e incontrerò realtà di..:

– A Matembwe: la partenza avviene dal villaggio dove ero stato volontario. Sarò accolto e accompagnato da persone della Matembwe Village Company, l’impresa di villaggio che da vent’anni crea iniziative di sviluppo economico sostenibili nel territorio (incubatoio, allevamenti avicoli, mangimificio, scuola secondaria, acquedotti ed energia elettrica)
– A Njombe, il centro principale della regione e capitale di regione, incontrerò autorità regionali (la Njombe Milk Factory oltre che realtà locali che operano nell’ambito della disabilità.
– A Makambako – Wangingombe: Incontro con il Centro di riabilitazione su base comunitaria.
– A Iringa, altro capoluogo di regione: incontrerò le autorità regionali insieme ad alcune delle realtà che operano nell’ambito della disabilità: Nyumba Ali (casa famiglia gestita da una coppia di Bologna che accoglie disabili e fornisce servizi di fisioterapia), Neema Craft (progetto della chiesa anglicana con ostello, ristorante-bar e laboratorio artigianale gestiti da disabili).
– A Ilula: incontro in un Centro per bambini disabili gestito da un missionario italiano.
– A Morogoro: incontro con le autorità locali e visita ad un centro diurno per bambini disabili che opera in città.

– Alla festa per il mio arrivo a Dar Es Salaam, nella sua dimora gentilmente offerta dall’ambasciatore italiano dr. Luigi Scotto, ci sarà il coinvolgimento di autorità locali e statali, dove parlerò sul significato della mia “impresa” e si esporranno progetti sulle politiche e iniziative da attivare/rinforzare in Tanzania.

 

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